LA VALSASSINA

IL TERRITORIO
Questa zona è sicuramente una delle aree più gradevoli e accoglienti della Lombardia, il merito è da attribuirsi principalmente, alla varietà del suo paesaggio che vede seguire dalla splendida riviera del medio e alto Lario occidentale le pittoresche vallate prealpine, ricche di prati, castagneti, folti boschi che si arrampicano sui fianchi dei monti sino agli alti pascoli punteggiati da baite antiche e rifugi alpini.
La Valsassina offre le maggiori cime delle Prealpi Orobiche: il gruppo delle Grigne, il Legnone, il Pizzo Tre Signori, i Campelli e, il celebre Resegone dove, l’amante della montagna, potrà trovare ancora spazi incontaminati e i turisti, gli escursionisti, gli sportivi, i bisognosi di riposo e tranquillità, l’ambiente ideale per un soggiorno sereno e salutare.
Questa è una valle molto ampia, adagiata nel cuore delle Prealpi, che passa brevemente da paesaggi lacustri a vette che raggiungono anche i 2.500 metri di quota, è collocata in una posizione baricentrica rispetto alle due grandi aree lombarde delle alpi e della pianura e, per questo motivo, sin dall’antichità, viene considerata zona di transito e d’incontro, sfatando l’impressione di difficile accesso. 
Sulle rive del Lario e nelle vallate che da esse si diramano si adagiano i paesi che compongono la Comunità Montana; qui vivono e lavorano i 32.000 abitanti suddivisi in una trentina di Comuni tra i quali c’è Morterone che, con i suoi 27 abitanti è il Comune più piccolo d’Europa.
A dar vita a questa già ridente valle ci pensano i numerosi centri abitati, adagiati lungo le pendici fino a circa 1000 metri d’altezza. Questi sono disposti sui due lati della strada e sono collegati fra loro dalla statale 36 che offre i più immediati accessi alla Valsassina, da Lecco (via Ballabio) e da Bellano (via Taceno), alla Riviera del Lario da Bellano a Colico.
Altre vie di comunicazione importanti sono le strade che, partendo da Vendrogno ed Esino Lario, raggiungono rispettivamente Taceno, Casargo e, Parlasco e Cortenova. Offrono insomma, una possibilità ininterrotta di circolazione all’interno del territorio che vanta anche un raccordo diretto con la limitrofa bergamasca attraverso la Strada Prealpina Orobica. Questo sistema di percorsi consente di raggiungere in pochi minuti qualsiasi centro abitato, da un capo all’altro del territorio.
Fra le tante bellezze della zona quelle che, indubbiamente, vengono considerate le migliori sono: il verde, la tranquillità, il silenzio che il lago, le vallate, i monti offrono con ricchezza a chi, ossessionato e frastornato dalla frenetica vita cittadina, cerca disperatamente un po’ di pace.
Nei paesi sono a disposizione degli ospiti alberghi e pensioni di tutte le categorie - appartamenti per vacanze a lungo e breve termine - campeggi attrezzati - negozi d’ogni genere - sorgenti d’acque minerali - locali per divertimento - servizi religiosi, ospedalieri, medici e di pronto soccorso.

LO SPORT
La Valsassina è una valle in grado di soddisfare esigenze sportive di qualunque tipo e in qualsiasi stagione.
Per coloro che amano muoversi all’aria aperta sono possibili facili e divertenti passeggiate fra prati e boschi, per gli appassionati della pesca alla trota c’è la possibilità, percorrendo torrenti incontaminati, di trovare trote Fario e salmerini.
Coloro che invece preferiscono le arrampicate difficili, troveranno di che diversi sulle pareti della Rocca di Baiedo o della Corna al Ponte Chiuso mentre i rocciatori esperti hanno a disposizione le celebri pareti della Grignetta e quelle, forse meno conosciute ma ugualmente affascinanti, del Legnone e del gruppo dei Campelli. In poche ore di cammino si può raggiungere uno dei tanti rifugi dai quali parte una rete di sentieri ben segnalati e dalla vista indescrivibile a quota superiore ai 1800 metri, ove, in alcune zone, sono ancora conservate le postazioni militari trincee, camminamenti della “Grande Guerra”. Da non dimenticare anche la “strada del ferro”, costruita dall’antica Repubblica di Venezia e che porta al celebre “Pizzo dei Tre Signori” dal quale si può, nelle giornate migliori, vedere la Madonnina del Duomo di Milano. Con le tracce delle antiche miniere e dei forni per l’estrazione e la prima lavorazione del ferro.
Nei mesi invernali poi, domina la neve e l’Alta Valle si trasforma "Posandosi in candido splendore".
Con l’arrivo della neve molti impianti di risalita entrano in funzione e alleviano le fatiche delle lunghe camminate agli escursionisti, portando gli appassionati degli sport invernali ai Piani di Bobbio, Piani d’Artavaggio, Pian delle Betulle, ove si trovano gli impianti che servono numerose piste per discesa e fondo, in grado di soddisfare ogni tipo di sciatore, dal principiante al campione. 
Pari attrezzature sono disponibili anche all’Alpe Paglio, Alpe Giumello e al Cainallo, località servite da strada carrozzabile.
Per i "fondisti" vi sono a disposizione le piste a vari gradi di difficoltà preparate a quota 1500-1600 metri, da quella di Cortabbio a Barzio e Maggio, e quella dei Piani di Bobbio omologata da quest’anno per gare internazionali.
Per gli amanti dello sci alpinismo sono numerosi i percorsi offerti, adatti a tutti gli appassionati, con la possibilità, in particolare, di usufruire di tracciati al riparo da valanghe in qualsiasi periodo dell’anno.
Tutte le stazioni sciistiche, sono dotate di scuola di sci alpino e nordico e dell’attrezzatura necessaria per l’organizzazione di gare a qualsiasi livello.
Sono anche presenti strutture sportive aperte a tutti: piscine coperte e scoperte, campi da tennis e da calcio con stage estivi, piste per roller blade, percorsi per mountan-bike, campi di partenza ed arrivo per parapendio e deltaplani funzionanti tutto l’anno, pareti attrezzate per la pratica dell’arrampicata e cartine per orienteering.

L’ARTIGIANATO
Da non dimenticare poi le pregevoli creazioni dell’artigianato locale (forbici e articoli da taglio, rame e ferro battuto) - le specialità gastronomiche (formaggi, salumi, funghi, cacciagione, pesci del lago e dei torrenti) - il folklore e le numerose manifestazioni d’ogni tipo che punteggiano le stagioni - le non poche opere storiche e artistiche disseminate nei vari paesi - i giacimenti fossili delle Grigne - le cascate imponenti, come l’Orrido di Bellano e la cascata del Troggia ad Introbio (quest’ultima descritta da Leonardo da Vinci, studiata e resa celebre da Antonio Stoppani), e tante altre cose il cui elenco sarebbe troppo lungo da compilare.

LA GASTRONOMIA
La Valsassina eccelle soprattutto nella produzione casearia grazie ai suoi pascoli particolarmente ricchi e a grotte che avendo, in ogni stagione dell’anno, temperatura e grado d’umidità costanti sono adatte per la stagionatura naturale del formaggio.
Il più noto della valle è il Taleggio, esso prende il nome dalla valle bergamasca confinante e viene ottenuto partendo dal latte intero; sua parente è la più piccante robiola.
Tipici della produzione lariana sono anche i formaggi grassi, come il Bitto, ottimo da tavola e per la polenta “taragna”, e quelli semigrassi che, prodotti negli alpeggi e nelle latterie dei paesi montani, essendo a pasta filante sono adatti per la polenta “uncia”.
Da non dimenticare infine i caprini, delicati o piccanti, a seconda del grado di maturazione, le formaggelle, la ricotta e l’ottimo burro.
Attualmente, in alcuni alpeggi, si è diffusa la consuetudine di vendere direttamente i formaggi prodotti.

CENNI STORICI
Le prime tracce dell'uomo in Valsassina in epoca preistorica sono ben documentate da numerosi reperti oggi conservati nel "Museo delle Grigne" di Esino Lario. Sembra comunque che i primi abitanti vennero presto a contatto con popolazioni celtiche, che s'insediarono nel territorio da Barzio a Pasturo almeno fino all'avvento dei Romani. 
Nel 196 a.C. il nostro territorio passò a far parte dell’Impero Romano, ma le popolazioni mantenettero il diritto sui loro beni e strinsero con i conquistatori un patto d’alleanza, impegnandosi a pagare a Roma, un tributo in natura pari ad un terzo dei prodotti della terra.
Il governo romano valorizzò le risorse di queste terre, quali i giacimenti metalliferi di Introbio e Premana. La lavorazione del ferro per la produzione dei fucinati e trafilati impegnarono per secoli parte della popolazione e la Comunità fu gran fornitrice di Milano sino al 1700. 
Altro fattore di civiltà fu la presenza d’importantissime strade che sin dai tempi preistorici attraversarono il territorio in direzione Pianura Padana - centro Europa. Tra questa la più importante era la strada che salendo da Lecco, raggiungeva Introbio, quindi Biandino, superava la bocchetta di Trona e scendeva in Valtellina.
Quelle vie furono sovente motivo di dolori perché percorse da eserciti, ma anche ragione di civiltà per il passaggio di mercanti e pellegrini. 
Con la caduta dell'Impero e le invasioni barbariche anche la Valsassina fu interessata da tristi eventi, saccheggi e distruzioni: infine i Longobardi, considerando l'interessante posizione della valle, si stabilirono in Barza (Barzio).
Sviluppatosi il Cristianesimo con la fondazione delle Pievi l’arcivescovo di Milano, per donazioni regie e lasciti, acquistò dopo il Mille enorme potere e divenne "Signore" della Valsassina e terre adiacenti. 
Le successive lotte guelfe e ghibelline lasciarono la Valsassina logorata e desiderosa di pace e di una certa autonomia: gli abitanti costituirono una Comunità ordinata da statuti improntati sulle antiche norme romane e riconosciuti dai Visconti. In seguito alla guerra fra Milano e Venezia, la Valsassina rimase possesso del duca Francesco Sforza che dovette però cedere alla Serenissima la Valtaleggio, la Valtorta e la Valle di Averara e che, per dare impulso alle attività agricole e commerciali compromesse dalle vicende belliche, modificò i primitivi statuti (1459). 
Nei secoli successivi le vicende che implicarono la Lombardia, interessarono anche queste terre: la dominazione francese, la partecipazioni dei Valligiani alla costruzione del Forte di Fuentes per evitare l'invasione dei Grigioni (alleati di Francia e Venezia contro la Spagna), ed infine la drammatica calata dei Lanzichenecchi e la temibile peste "manzoniana" che seminò strage nell'altopiano con la morte di intere famiglie. 
Chiusa la parentesi napoleonica, cominciò ad affermarsi l’aspirazione alla libertà e nelle lotte risorgimentali, notevole fu il contributo fornito dai paesi e singoli cittadini. Basti ricordare che a tal proposito Giuseppe Arrigoni, ingegnere e storico introbiese e Tranquillo Baruffaldi di Barzio. 
Dopo la crisi del 1800, provocata dal crollo ferrifero, si delineò in questo secolo la ripresa che, superate le due guerre cui le popolazioni diedero gran contributo di sangue e di valore, portò il territorio al benessere odierno.
Negli ultimi trent’anni, prima per volontà locale poi per leggi dello Stato, è risorta dalle ceneri delle antiche libere "Comunità" la Comunità Montana, che lavora oggi per il riequilibrio ed il futuro del territorio.
(testo tratto da larioonline.it e valsaassina.net)